CompilaPDF/Moduli/Ricevuta di pagamento generica da compilare online
MODELLO GRATUITO

Ricevuta di pagamento generica da compilare online

Attesta per iscritto una somma effettivamente ricevuta, precisando il debito a cui si riferisce e se costituisce acconto, rata o saldo. Il facsimile non sostituisce fatture o documenti fiscali dovuti.

Il PDF e i dati restano nel tuo browser.

PRIMA DI INIZIARE

Cosa controllare

  • Rilascia la quietanza soltanto dopo l’effettiva ricezione del pagamento e da parte del creditore o di un soggetto autorizzato.
  • Identifica parti, importo, data, modalità e obbligazione pagata, precisando se si tratta di acconto, rata o saldo.
  • Verifica separatamente obblighi fiscali, bollo e necessità di fattura o altro documento: questa ricevuta non li sostituisce.
COME FUNZIONA

Tre passaggi

  1. 01Apri il modello nel compilatore usando il pulsante “Compila questo modello”.
  2. 02Completa i campi, controlla il testo e, se appropriato, inserisci l’immagine grafica della firma.
  3. 03Scarica il PDF e invialo seguendo le istruzioni del destinatario.

Quietanza: un diritto, non una cortesia

Chi paga può pretendere la ricevuta. L’art. 1199 del codice civile mette a carico del creditore l’obbligo di rilasciare quietanza a chi adempie, e le spese della quietanza sono a carico del debitore salvo patto contrario. Non è una gentilezza che si chiede con imbarazzo: è un diritto, e serve perché la quietanza è la prova che quel debito è stato estinto.

La prova conta soprattutto nei pagamenti in contanti, dove non resta traccia bancaria. Un bonifico si ricostruisce dall’estratto conto; una banconota consegnata a mano, senza ricevuta, esiste solo nella memoria delle due persone coinvolte. È lì che questo modello serve davvero.

Gli elementi che rendono la ricevuta utilizzabile

Servono i dati di chi paga e di chi incassa, l’importo in cifre e in lettere, la data, il luogo, la causale e la firma di chi riceve. La causale è la parte che di solito viene scritta peggio: «acconto» da solo non dice niente. Meglio «acconto di 300 euro sul prezzo complessivo di 1.500 euro per la fornitura del …, come da accordo del …».

Se il pagamento è parziale, indica sempre il residuo: chiarisce a entrambi a che punto si è e previene la discussione sul quanto manca. Se invece salda tutto, la formula «a saldo e definitiva quietanza» chiude la partita e va usata solo quando è davvero così.

Imposta di bollo e adempimenti fiscali

Sulle quietanze di importo superiore a 77,47 euro è dovuta l’imposta di bollo da 2 euro, quando la somma non è assoggettata a IVA. La marca va applicata sull’originale che resta a chi paga e annullata con la firma o la data che la attraversa. L’imposta è di norma a carico di chi riceve il pagamento, salvo diverso accordo.

Una precisazione che evita guai: la ricevuta non è una fattura e non sostituisce gli obblighi di chi esercita un’attività d’impresa o di lavoro autonomo. Se chi incassa opera con partita IVA deve emettere il documento fiscale previsto per la sua posizione. Questo modello è pensato per i rapporti tra privati e per i casi in cui non esiste un obbligo di fatturazione.

DOMANDE FREQUENTI

Informazioni sul modello

Quando posso rilasciare la ricevuta?

Solo dopo che il pagamento è stato effettivamente ricevuto. Una promessa, un ordine di bonifico non accreditato o un assegno ancora da incassare possono richiedere una formulazione diversa e prudente.

Come evito che sembri un saldo totale?

Identifica l’obbligazione e scrivi espressamente se l’importo è un acconto, una rata o il saldo. Non usare formule liberatorie più ampie di quanto realmente ricevuto e concordato.

La ricevuta sostituisce fattura o documento fiscale?

No. È una quietanza civilistica generica. Fatturazione, certificazione dei corrispettivi, bollo e conservazione dipendono dal soggetto, dall’operazione e dalla disciplina fiscale applicabile.